Giochi di Halloween
Centosessantasei giochi hanno l'etichetta Halloween. Quindici fanno davvero paura.
48 giochi · scelti a mano e completati dal catalogo
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La zucca è un ripiego. All'origine era una rapa.
Come è fatta questa lista
La lanterna intagliata viene dall'Irlanda e dalla Scozia, dove si svuotava una rapa, ci si tagliava una faccia e ci si metteva dentro una brace da portare in giro la notte del 31 ottobre. Una rapa è dura, piccola e odiosa da intagliare — chi ci ha provato sa che assomiglia più alla falegnameria che al bricolage. Quando l'usanza attraversò l'Atlantico incontrò la zucca: locale, enorme, dappertutto e abbastanza tenera da aprirsi con un coltello da cucina. Ha vinto per ergonomia, non per simbolismo.
Con i giochi è successa più o meno la stessa cosa. La cosa ha tenuto il nome e cambiato quasi tutto il resto.
In Sicilia i morti portano i regali, e non da ieri
Vale la pena dirlo su una pagina italiana, perché ribalta l'idea che Halloween sia soltanto un'importazione recente.
Il 2 novembre è la Commemorazione dei defunti, e in Sicilia — ma non solo — esiste da secoli la Festa dei Morti: nella notte i defunti della famiglia portano dolci e giocattoli ai bambini, che al mattino li cercano per casa. Frutta di martorana, ossa di morto, un regalo nascosto. La struttura è esattamente quella di Halloween — i morti, i bambini, i dolci — arrivata per un'altra strada e molto prima della zucca americana.
Detto questo: quello che i giochi raccontano è la versione anglosassone, con la zucca e il dolcetto o scherzetto. Ma l'idea di fondo non è estranea a niente.
Cosa c'è davvero dentro l'etichetta
Meglio contare che supporre, perché la supposizione sbaglia quasi sempre.
Centosessantasei giochi portano l'etichetta Halloween in questo catalogo. Quindici portano anche un'etichetta horror. Il resto si divide così: cinquantacinque sono rompicapi, allinea-tre e trova le differenze con zucche e pipistrelli; quarantaquattro sono di travestimento, trucco e cucina; trentasei puntano direttamente ai bambini piccoli.
Cioè: Halloween su un portale di giochi non è una festa dell'orrore. È una festa in maschera. Serve in entrambe le direzioni. Se siete entrati con un bambino di nove anni, state tranquilli, e le poche eccezioni si annunciano nel titolo. Se siete entrati per spaventarvi, questa non è la pagina giusta — c'è uno scaffale horror e fa quel lavoro molto meglio.
Il riciclo, e quando va bene
Si nota subito che alcuni sono giochi normali con un cappello addosso.
Non è un difetto in sé. Moto X3M Halloween è Moto X3M con le lapidi, e Moto X3M è un gioco di fisica davvero buono, quindi la versione di Halloween è un gioco di fisica davvero buono con le lapidi. Lo strato stagionale non vi costa niente.
Quello da sorvegliare è l'altro caso: un gioco fiacco che spera che ci pensino le zucche. Bastano trenta secondi — se sotto la decorazione non c'è meccanica, non comparirà dopo.
Domande frequenti
Fanno paura?
Quasi mai, e la cosa sorprende. Dei centosessantasei giochi etichettati Halloween qui, quindici portano anche un'etichetta horror. Cinquantacinque sono rompicapi e allinea-tre con zucche, quarantaquattro sono di travestimento, trucco e cucina, e trentasei sono pensati per bambini piccoli.
Quali vanno bene per un bambino di sette anni?
Quasi tutta la pagina, sinceramente: i rompicapi con le zucche, i giochi da colorare, quelli di travestimento e quelli di dolcetto o scherzetto sono fatti per i bambini. Da evitare tutto ciò che ha zombi o sopravvivenza nel titolo, che è dove stanno i quindici cupi.
In Italia Halloween è un'importazione. Ha senso?
Ha senso, e c'è un motivo che riguarda proprio l'Italia. Il 2 novembre è la Commemorazione dei defunti, e in Sicilia esiste da secoli la Festa dei Morti: i morti portano dolci e regali ai bambini durante la notte. È la stessa struttura di Halloween — i defunti, i bambini, i dolci — arrivata per un'altra strada e molto prima.
Funzionano sul telefono?
Molti sì, e lo segnaliamo. È uno dei generi che soffre meno il passaggio al touch, perché è fatto soprattutto di rompicapi, vestizioni e disegni: si tocca e si trascina, non si mira.















































